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Antonela Marcuzzi

01.06.2021

La comunicazione digitale è stata dal primo momento una vera e propria rivoluzione. Fin da subito è stato chiaro il fatto che sarebbe riuscita ad accorciare le distanze e ad abbattere i limiti dello stare connessi dietro uno schermo. Quanta strada è stata fatta dall’uso delle faccine negli sms, quando con due punti e una virgola ci si poteva inviare un sorriso!

Oggi siamo continuamente bombordati di gif animate e emoticons di ogni specie e categoria e ci risulta naturale usarle in ogni occasione, tanto da percepire un messaggio senza emoji come freddo… Quanto tempo hai passato a scegliere il simbolino giusto tra le centinaia a disposizione? In alcuni contesti però, come quello lavorativo, le emoji sono considerate troppo informali e a volte causa di incomprensioni; è pur vero che nelle chat di lavoro spesso si creano feeling e simpatie particolari con i colleghi e quindi ci si sbottona dando il via libera alle faccine a completare e sdrammatizzare la conversazione.

Bisogna fare attenzione però, perché talvolta i simboli vengono interpretati diversamente a seconda della persona e del contesto culturale. Il rischio di essere fraintesi è davvero dietro l’angolo!

In questo ultimo periodo, la maggior parte dei dipendenti è connesso in smartworking: quanto può fare la differenza l’uso nelle emoji per ottimizzare la comunicazione ai fini dello svolgimento delle mansioni lavorative? Beh, diciamo che sicuramente le rende più fruibili e allegre, oltre che di immediata comprensione.

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